Poesie

Il problema della violenza di genere è affrontato in queste poesie da diverse angolature . Si indagano le emozioni, i sentimenti e si colgono alcune riflessioni. L’autore di queste poesie è un alunno dell’ISITP, Alessandro Ponziano (IV ELE A).

In particolare, la prima traccia è un’introduzione al tema e, soprattutto, un invito rivolto agli uomini ad essere degni di questo nome e, quindi, portare rispetto a chiunque.

La seconda traccia racconta l’immedesimazione dell’autore nei panni di una donna vittima di soprusi che non vede alcuna via d’uscita.

Nella terza traccia, l’autore immagina quello che prova una donna che cerca di raccontare le violenze che ha vissuto.

Infine, la quarta traccia rappresenta un appello rivolto a tutti gli uomini perché, davanti alla violenza, non rimangano solo a guardare.

 

Come vero Amore

Ognuno di noi

Può volare coi propri pensieri

Ma non può agire a sua volta

Siamo tutti liberi di fare ciò che vogliamo

Senza ostacolare gli altri…

Non dobbiamo costringere

Impedire

Sottomettere

Non dobbiamo trattare male chi amiamo…

Perché se veramente amiamo

Non compiamo azioni che possono ferire

Se si è veri uomini

Si aiutano le persone in difficoltà

Le si proteggono…

Il mondo sembra cambiare velocemente con il passare del tempo

Ma i sentimenti verso una persona non cambiano…

Soprattutto…

Se nati con vero Amore.

 

Sola

Non posso parlare

Non posso uscire

Ma solo obbedire

Obbedire e basta

Non posso chiedere aiuto

Non posso ribellarmi

Ma solo obbedire…

Il mio diritto…

Qual è il mio diritto

L’uguaglianza

Il rispetto

Ma cosa sono…

Spero che queste parole vi facciano capire cosa si prova

Perché chi non ha provato ciò

Non potrà mai capire

E chi non chiederà aiuto

Non ne potrà mai uscire.

 

Ascoltami

Se vuoi ti racconto ciò che ho provato

Quello che ho passato

Quello con cui ho vissuto…

Tremo ancora adesso

Non riesco a trovare le parole giuste…

Ho solo guardato a occhi chiusi

E gridato senza voce…

L’arma rivolta verso di me è stata il silenzio

Avevo paura per me e per mio figlio

Con le mie parole cerco di toccare il cuore di chi mi ascolta

Ma le uniche persone che possono capirmi

Sono coloro che hanno provato ciò che ho passato.

 

Non stiamo a guardare

E paura dentro coloro

Che ogni giorno sanno cosa attende

Gli occhi dei figli osservano

Ciò che possono diventare

Ciò che imparano

Questo orrore che non comprendono

Che non possono capire

Ignari di un’evidenza macabra e rivoltante…

Gli sguardi di quelle madri

Impotenti, inutili

Che chiedono soltanto aiuto

Non stiamo a guardare

Aiutiamo

Per il futuro dei bambini

Per il bene di quelle madri

Che solo amore vogliono dare e ricevere.