Saggio breve

1. Violenza di genere: aumentano le vittime rosadi Samuela Comola, IV AFM.

La violenza di genere è un argomento sempre più attuale. Oramai se ne sente parlare un po’ ovunque: sui telegiornali, sui libri, sul web, nelle pubblicità finanziate dal Ministero. Anche nelle scuole vengono intrapresi percorsi e progetti riguardanti questo tema al fine di sensibilizzare, fin dalla giocane età, ragazzi e ragazze.

Bisogna sapere, infatti, che la violenza di genere riguarda, come persone offese, “tutti coloro che non si confermano all’ordine di genere dominante: non solo le donne, ma anche le persone intersessuate […] e quegli uomini che non adempiono al ruolo maschile socialmente imposto”(Giovanna Carmino, Violenza contro le donne e violenza di genere: ripensamenti di teoria femminista tra sovversione e uguaglianza, in World Wide Woman).

Talvolta sono anche le donne, al contrario di come si pensa, ad essere le autrici di violenza di genere. Nella maggior parte dei casi, comunque, è il genere femminile a essere colpito da aggressioni, vittima di mancanza di rispetto, dignità non riconosciuta, pretesa di una dipendenza assoluta. La fascia di età più colpita è quella tra i venticinque e i cinquantaquattro anni, in cui molto spesso giovani donne e madri vengono uccise da un uomo con il quale avevano una relazione sentimentale o (dei) rapporti familiari.

I numeri sono spaventosi. Come si legge da Il fatto quotidiano, “i dati provengono da uno studio dell’Ermes, realizzato in collaborazione con l’Ansa, che ha analizzato i femminicidio tra il 2000 e il 20001, periodo nel quale si sono verificati 728 casi.”. Nel 2013, però, i dati sono ancora cresciuti, nonostante l’entrata in vigore della legge 38 (decreto sicurezza) che ha introdotto il reato di stalking. E se denunciare non basta; con la modificazione del decreto legge n°33 “recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere” possiamo ben sperare. Infatti ci saranno pene più severe, arresti obbligatori in flagranza, allontanamento del coniuge violento da casa. Ma anche querele irrevocabili, corsie giudiziarie preferenziali ed altro ancora.

Insomma, speriamo presto che grazie a queste tutele il numero di femminicidî diminuisca progressivamente, regalando a queste donne un po’ di solidarietà e sicurezza in più, perché la libertà è un diritto di ognuno.

 

2. Solo il tempo può sconfiggere la violenza di genere. di Mirko Martinelli, IV AFM.

Lo scorso venerdì 25 novembre si è svolta la Giornata Mondiale contro la violenza di genere. Il tema è molto delicato ed estremamente attuale, infatti dai dati raccolti dall’Istat risulta che ogni anno una donna su tre è vittima di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica solamente perché non è appartenente al genere dominante, ovvero quello maschile.

Per questa ragione, come evidenzia Giovanna Carvino in “Violenza contro le donne e violenza di genere” contenuto in Worl Wide Woman”, le persone che subiscono questa forma di violenza possono essere anche individui intersessuati, in transizione, transgender e gli uomini giudicati effemminati. Inoltre, sempre la professoressa Carvino afferma che gli autori di violenza di genere possono essere le donne stesse, ad esempio le bulle che vessano le compagne di scuola, oppure le suocere o cognate che maltrattano le nuore facendosi “agenti” delle gerarchie maschiliste. L’interrogativo a cui tenterò di dare risposta è quindi: il nostro impegno collettivo, sia dal punto di vista dello Stato, sia da parte dell’uomo ma anche della donna, per prevenire questo tipo di violenza, è sufficiente oppure deve aumentare?

Purtroppo, analizzando i dati pubblicati da Antonio Maria Pia ne “L’avvenire” del 9 agosto 2013, si direbbe di no. Infatti, dal 2009 al 2013, nonostante i numeri assoluti degli omicidi siano calati, sono costantemente aumentati quelli che hanno per vittima le donne; nel 2012 sono stati 166 i femminicidi mentre nel 2013 al 31 luglio siamo ben oltre la metà ovvero XX. Oltre all’omicidio, che è l’atto più grave ed eclatante della violenza di genere, anche le denunce per stalking (reato introdotto nel 2009) sono aumentate; nel 2009 le denunce di vittime femminili sono state 3747 mentre appena oltre la metà del 2013 sono già 3751 e rappresentano il 77,52% delle denunce totali per stalking.

Da “Il fatto Quotidiano”del 4 settembre 2013 emerge invece che la stragrande maggioranza dei femminicidi avviene all’interno di una relazione affettiva, più del 70%, segno che il pensiero che l’uomo debba prevaricare sulla donna è purtroppo ancora radicato nella società; soprattutto al Nord, dove si verifica la metà dei casi, dato confermato in termini di incidenza sulla popolazione, infatti al Nord le vittime sono 4,4 ogni milione di donne residenti (con un picco di 6 in Lombardia), mentre al centro sono 4 e al Sud 3,5; informazioni che confermano come il maschilismo sia ancora presente nella nostra cultura. Oltre alla necessità di un cambio di mentalità da parte degli uomini, anche le donne devono permettere di farsi aiutare, non sono rari i casi in cui la vittima della violenza di genere non agisce per impedire di subire un trattamento ingiusto o per paura oppure per un senso di inferiorità che porta a credere che sia accettabile essere punita o maltrattata.

Nonostante i dati preoccupanti e sempre più negativi è doveroso specificare che le azioni di prevenzione e sensibilizzazione al tema della violenza contro le donne sono incentivate ed in constante aumento. Le modifiche apportate dal decreto legge n°93 tutelano maggiormente l’individuo femminile e prevedono pene più severe per il coniuge che compia violenza di genere, la possibilità di allontanare il marito dalla casa, l’arresto obbligatorio per colui che è colto in flagrante mentre è intento a compiere una violenza domestica oppure un’azione di stalking, l’opportunità di ottenere il patrocinio legale gratuito in caso di stalking e maltrattamenti se non è possibile permettersi un avvocato e, infine, un sistema che permette alla vittima di violenza di genere di conoscere costantemente la condizione giudiziaria del colpevole.

È di fondamentale importanza, oltre alle norme riportate in precedenza, la campagna di sensibilizzazione avviata in tutte le scuole italiane, dove vengono assiduamente svolti e promossi incontri e progetti che permettono ai giovani di conoscere e di informarsi sul tema della violenza di genere, di come combatterla e di come evitarla, perché per vivere in futuro in una società non sessista e senza violenza contro le donne è necessario un cambiamento di mentalità che parta appunto dalle nuove generazioni.

Alla luce di tutto ciò concludo col sostenere che si è già fatto molto per combattere questa forma di violenza, ma che purtroppo si è agito troppo tardi probabilmente, infatti il maschilismo in tutti questi anni si è radicato nella nostra società e sarà molto difficile da estirpare a breve, solamente tra molti anni si potranno raccogliere i frutti di ciò che si sta facendo per sconfiggere la violenza di genere.